Magàzu nasce dall’osservazione di un comportamento semplice e universale: la formazione e l’unione delle gocce d’acqua durante la pioggia. Il progetto interpreta e restituisce in forma plastica il comportamento dell’acqua che, cadendo, si aggrega e scivola lungo superfici e fili sottili, si raccoglie e infine si lascia cadere.
Morfogenesi
La forma di Magàzu deriva dalla semplificazione di una morfologia organica. La sua geometria è regolata da un gioco di equilibri tra pieno e vuoto, tra peso e sospensione: una goccia cava che bilancia il proprio peso in base alla quantità d’acqua contenuta. Il disegno della struttura si basa sull’alternanza di cerchi decentrati e linee speculari, che ne definiscono sia la formo che il comportamento dell’acqua al suo interno.

Struttura e funzionamento
Il progetto si compone di elementi cavi a forma di goccia, sospesi a fili sottili lungo i quali l’acqua scivola. Durante la discesa, il liquido viene convogliato all’interno della morfologia cava, dove si raccoglie nella parte inferiore. Quando la quantità d’acqua supera la soglia di equilibrio, le gocce in eccesso fuoriescono, liberando spazio per il successivo ciclo.
Magàzu riprende così il comportamento naturale della pioggia. Questo processo si traduce in un sistema dinamico e poetico, dove il peso dell’acqua tende i fili e mantiene l’intera struttura in un equilibrio mobile e costante.



