{"id":2530,"date":"2017-07-25T12:47:41","date_gmt":"2017-07-25T12:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.metaprogettazione.it\/?p=2530"},"modified":"2025-07-15T07:28:07","modified_gmt":"2025-07-15T07:28:07","slug":"elemento-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/elemento-terra\/","title":{"rendered":"Elemento Terra"},"content":{"rendered":"<p>Elemento Terra \u00e8 una ricerca sulla ceramica, volta alla sperimentazione materica su uno dei materiali pi\u00f9 significativi e utilizzati della storia umana.\u00a0Le scelte che abbiamo fatto ci hanno portato a trovarci davanti a tutti e quattro gli elementi naturali: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Come in formula matematica abbiamo usato queste quattro entit\u00e0 in quanto termini di un\u2019addizione, vedendo il progetto costruirsi, modificarsi e persino distruggersi.\u00a0Tutto nasce da una volont\u00e0 comune di unire in questa funzione una variabile, se possibile, ancor meno controllabile della ceramica: il vetro. Il tutto riuscendo a rimanere \u201cautosufficienti\u201d in tutte le lavorazioni, con l\u2019utilizzo di mezzi alla portata di tutti.\u00a0Lo spunto iniziale ci \u00e8 stato dato da tre possibili percorsi: la contaminazione della ceramica attraverso altri materiali, l\u2019alleggerimento delle strutture e la creazione di texture.\u00a0Bench\u00e9 all\u2019inizio fosse chiaro che il percorso da seguire fosse quello della commistione tra Vetro e Terra, portando avanti la sperimentazione siamo giunti ad un equilibrio tra le tre parti, creando una struttura esile che conservasse attraverso le sue texture i metodi di lavorazione dai quali derivava, fondendo poi il tutto con il vetro con risultati inaspettati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2552\" src=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ElementoTerra_c.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ElementoTerra_c.jpg 640w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ElementoTerra_c-300x138.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Incipit di tutto il percorso \u00e8 l\u2019esperire passato di chi si accinge a percorrerlo.\u00a0Sul tavolo, prima di pensare al progetto, abbiamo messo le nostre esperienze con la materia nelle sue varie forme.<br \/>\n<strong>Alessandro<\/strong> ha portato la sua esperienza con il mondo del Fuoco: una bottiglia vuota, lasciata incautamente tra le braci, che diviene cedevole alla modellazione, fino a renderla irriconoscibile, per poi perderla in frantumi mentre si raffredda.<br \/>\n<strong>Giacomo<\/strong>, grande appassionato di cucina, ha provato a prendere in prestito strumenti e processi tipici della pasticceria decorativa: i palloncini, usati come stampo per il cioccolato o per il caramello, si possono rivelare utili per cercare spessori minimi e la dinamicit\u00e0 dei fluidi nel creare una forma sferica.<\/p>\n<p>La sperimentazione \u00e8 iniziata con l\u2019indagare il materiale ceramico nelle sue mille forme e qualit\u00e0.\u00a0Da subito abbiamo trovato un\u2019affinit\u00e0 tra l\u2019argilla in polvere e il vetro, che all\u2019inizio del suo ciclo produttivo \u00e8 sabbia. L\u2019Acqua, che rende quella Terra polverosa un composto liscio e vellutato, \u00e8 stata la naturale conseguenza, dando vita alla prima unione elementare.\u00a0La volont\u00e0, a volte dichiarata a volte taciuta, di avvicinarci ad un processo tecnologico che ci permettesse una lavorazione precisa del vetro in una forma chiusa ci ha portato a ragionare sui metodi industriali e a renderci conto di quanto, in questo campo, l\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 l\u2019uso dell\u2019Aria.\u00a0Il processo che abbiamo scelto \u00e8 vicino a quello della pressofusione, ma, in qualche modo, opposto. Non \u00e8 l\u2019Aria ad entrare nel materiale, formandolo, ma \u00e8 il materiale ad avvolgere l\u2019aria, imprigionata nella morbida forma di un palloncino.\u00a0A questo punto, la sperimentazione \u00e8 stata necessaria e fondamentale; le variabili di questa parte del processo sono molteplici: le proporzioni tra Acqua e Terra e quindi la consistenza del composto, la modalit\u00e0 di applicazione del composto, la tipologia di palloncino, il tempo e la modalit\u00e0 di essiccazione del composto sul palloncino e infine il giusto momento in cui scoppiare il palloncino per liberare la struttura formatasi senza rovinarla.\u00a0Il primo bivio si \u00e8 presentato nella modalit\u00e0 di utilizzo della ceramica: la colata sopra al palloncino (pi\u00f9 vicino alle esperienze culinarie) che necessita di un composto piuttosto liquido o l\u2019immersione del palloncino nella ceramica.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"ElementoTerra_Fiorentino_Fabbri\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/I3kyulAloGc?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><\/p>\n<p>A questo punto la scelta \u00e8 stata dettata da uno dei tre brief che ci ha ricordato l\u2019importanza e la piacevolezza della texture in un materiale cos\u00ec puro: i palloncini, immersi nel composto molto viscoso, con movimenti e pressioni, restituiscono linee di forza, asperit\u00e0 e bordi pieni di fascino in contrasto con la superficie interna perfettamente liscia. \u00a0Il risultato di questa scelta sono le nostre Sfere, cos\u00ec le chiamiamo anche se non sono chiuse, caratterizzate da una superficie irregolare, simile al suolo lunare; i bordi, frastagliati e talvolta richiusi a formare un foro, vanno a ricercare lo spessore minimo dell\u2019argilla.\u00a0A questo punto abbiamo sentito la necessit\u00e0 di immortalarle con la cottura, vista anche la loro estrema fragilit\u00e0 strutturale.\u00a0Parallelamente a tutto questo abbiamo portato avanti la ricerca materica sul vetro. Mentre la ceramica era parte del nostro bagaglio culturale, ci era stata spiegata e non richiedeva estrema precisione, il vetro si \u00e8 rivelato un materiale piuttosto ostico, pieno di insidie nella lavorazione.\u00a0La prima scelta \u00e8 stata quella di decidere quale mezzo usare per apportare calore al vetro e, vista la volont\u00e0 di rimanere nell\u2019autoproduzione e l\u2019infatuazione a seguito della visita ad un laboratorio di lavorazione a lume, abbiamo deciso di usare una comune torcia a butano.\u00a0La prima esperienza con il vetro \u00e8 stata quasi disastrosa, poco dopo aver acceso la torcia puntata su una lastra di vetro di cui non conoscevamo le caratteristiche, la lastra \u00e8 esplosa in frantumi ma con molta pazienza siamo riusciti, infine, a portare uno dei frammenti rimasti a temperatura di rammollimento.\u00a0\u00c8 stato subito evidente che avevamo bisogno di approfondire le nostre conoscenze e di poter definire precisamente che tipo di vetro lavorare. Per questo abbiamo deciso di farci aiutare da un artigiano di vetreria da laboratorio che lavora per la MarBaGlass. Abbiamo capito che il Vetro che potevamo pensare di lavorare in autonomia era solamente quello che viene volgarmente chiamato di Murano. Il laboratorio, entusiasta dell\u2019interesse, ci ha regalato una serie di lastre di questo tipo ma purtroppo abbiamo capito di aver sottovalutato una parte fondamentale della lavorazione: l\u2019omogeneit\u00e0 di temperatura.\u00a0La torcia, infatti, raggiunge s\u00ec la temperatura adatta, ma non \u00e8 in grado di riscaldare tutto il volume senza creare diversit\u00e0 termica che porta alla fessurazione e alla rottura della lastra.\u00a0A questo punto siamo ripartiti dall\u2019inizio del nostro percorso nel mondo del vetro. La lavorazione al lume, infatti, utilizza solo sottili tondini o tubi di vetro che, ovviamente, non presentano problematiche di shock termico grazie alla dimensione esigua. L\u2019utilizzo di tondini di vetro da 3mm di sezione ci ha quindi permesso finalmente di lavorare il vetro in modo corretto e soddisfacente.<\/p>\n\n\t\t<style>\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2530 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/ElementoTerra_6.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"290\" height=\"290\" 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290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Preso atto della capacit\u00e0 di lavorare il vetro e la ceramica abbiamo iniziato la fase di fusione di queste due esperienze. L\u2019idea era quella di unire le nostre Sfere di ceramica al vetro ricoprendone la parte esterna con del Vetro per poi separare successivamente queste due parti in modo da ottenere un elaborato in vetro che portasse con s\u00e9 tutte le dinamicit\u00e0 delle Sfere.\u00a0Individuata la fragilit\u00e0 delle Sfere come problematica rispetto all\u2019unione tra i due materiali, l\u2019ultimo tentativo \u00e8 stato quello di creare delle nuove Sfere ma non attraverso l\u2019utilizzo dell\u2019aria dei palloncini bens\u00ec utilizzando delle piccole scodelle in alluminio. Le scodelle una volta ricoperte di argilla avrebbero dovuto servire da struttura portante che rendesse abbastanza solide le Sfere in modo da poter unire il vetro alla superficie di queste ultime. Nonostante i nostri sforzi questa tecnica si \u00e8 rivelata fallimentare per quanto riguarda il nostro scopo iniziale di unire Vetro e ceramica ma non per questo poco interessante.\u00a0Apportando calore sulla superficie di queste nuove Sfere il risultato \u00e8 stato quello di una sorta di cottura delle stesse che se pur rimanendo incollate alla scodella si sono crepate nel ritirarsi dell\u2019argilla, creando cos\u00ec dei cretti molto interessanti date le caratteristiche superficiali.\u00a0Dati i risultati frammentati in entrambi i casi abbiamo deciso di tentare comunque l\u2019unione arrivando sicuramente lontano dal risultato voluto ma ragionando sugli errori e sulle criticit\u00e0 abbiamo tracciato la strada che sarebbe necessaria.\u00a0Gli elaborati di questa sperimentazione sono stati quindi dei sottilissimi frammenti di ceramica ricoperti di vetro. Il vetro \u00e8 addirittura servito da collante tra pi\u00f9 frammenti come nel tentativo di riunire le Sfere precedentemente rotte durante la lavorazione. Purtroppo la fragilit\u00e0 delle Sfere ci ha reso impossibile questa fusione di materiali, tuttavia se pur in piccola scala rispetto a quello che avevamo pensato la porosit\u00e0 della ceramica ha reso possibile l\u2019unione di questi due materiali portandoci s\u00ec ad una sconfitta ma arricchendo le nostre conoscenze e segnando il limite di ci\u00f2 che ci era possibile.<\/p>\n<div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elemento Terra \u00e8 una ricerca sulla ceramica, volta alla sperimentazione materica su uno dei materiali pi\u00f9 significativi e utilizzati della storia umana.\u00a0Le scelte che abbiamo fatto ci hanno portato a trovarci davanti a tutti e quattro gli elementi naturali: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. 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