{"id":2973,"date":"2019-07-30T14:26:55","date_gmt":"2019-07-30T14:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.metaprogettazione.it\/?p=2973"},"modified":"2025-07-15T07:18:06","modified_gmt":"2025-07-15T07:18:06","slug":"parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/parola\/","title":{"rendered":"Par\u00f2la"},"content":{"rendered":"<p>Intima unione di parti, spazi e idee. Essa si delinea come un complesso di fonemi, mediante i quali l\u2019uomo esprime una nozione generica. Essa si precisa e determina nel contesto di una frase. La parola si delinea quindi come una sorta di Macchina: \u00e8 composta da una quantit\u00e0 specifica di parti, che se disposte in maniera adeguata, a seconda della finalit\u00e0, producono senso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2976 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1.jpg 1024w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1-290x290.jpg 290w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_1-50x50.jpg 50w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Macchina<\/strong><br \/>\nAvendo intuito l\u2019aspetto meccanico relativo alla morfologia della parola, ho voluto indagare ed approfondire le possibilit\u00e0 virtuali di tale scoperta. Ho dunque analizzato il \u201cmeccanismo\u201d della parola per provare a mettere in luce il funzionamento delle connessioni tra le lettere. La connessione risiede in questo caso in piccoli spazi regolari e cadenzati, pause afone identificate da una lettera \u201cinsonora\u201d in quanto non ancora contestualizzata. Il risultato \u00e8 quello di poter costruire una parola, sensata o meno che sia. Poter vedere, toccare e lavorare un qualcosa che solitamente vibra nell\u2019aria e non ha dimensione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2979 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_4.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_4.jpg 1024w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_4-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Morfogenesi<\/strong><br \/>\nA partire da una circonferenza sono state elaborate diverse distribuzioni di cerchi concentrici. Si \u00e8 fatto in modo che la composizione, pur se non completamente regolare mantenesse un ordine di crescita e di distribuzione. A partire poi da un ipotetico centro, sono stati tracciati dei raggi che evidenziano la crescita energetica della figura. In corrispondenza delle intersezioni tra cerchi e raggi sono state disposte delle lettere. Queste poi compongono delle parole se lette a partire dal cerchio pi\u00f9 esterno, per poi arrivare a quello pi\u00f9 interno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2978 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_3.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_3.jpg 1024w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.metaprogettazione.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/parola_3-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><strong>Interazione e costruzione di una parola<\/strong><br \/>\nLo stimolo esterno \u00e8 necessario affinch\u00e9 possa essere visualizzata una parola. L\u2019utente interagendo con la macchina individua una parola o una pseudo-parola che intende costruire. Dunque, attraverso le connessioni, costituite da piccoli solchi, egli \u00e8 in grado, gradualmente di visualizzare la conformazione relativa alla parola scelta. Il processo \u00e8 molto libero, in quanto si pu\u00f2 decidere di procedere alla costruzione connettendo le parti in maniera randomica, costituendo cosi delle \u201cparole non significanti\u201d che vengono per\u00f2 analizzate e visualizzate come normali parole.<br \/>\n<em>Testo di Chiara Simpson<\/em><\/p>\n<div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intima unione di parti, spazi e idee. Essa si delinea come un complesso di fonemi, mediante i quali l\u2019uomo esprime una nozione generica. Essa si precisa e determina nel contesto di una frase. 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